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Fiap, analisi immobiliare turistico Q1 2011: prezzi -0,7%, compravendite -1,5%

06/05/2011

- “Lo scenario che si è presentato in questi primi mesi del 2011 del mercato immobiliare residenziale della seconda casa in Italia è decisamente anomalo: una parte considerevole del mercato – spiega Mario Condò di Satriano, presidente del Centro Studi Fiaip - è poco mobile, ai limiti della stagnazione, un’altra, viceversa, mostra segnali di maggiore dinamismo”.

E’ quanto emerge dall’analisi sull’andamento del mercato immobiliare turistico e sulle seconde case in Italia presentato da Fiaip a Venezia nel corso di un workshop all’interno di Tre – Expo Tourism Real Estate a cui erano presenti tra gli altri Patrizia Diemoz, Vice presidente nazionale Fiaip con delega al turismo, Luca Dondi, responsabile real estate di Nomisma, Vincenzo Campo direttore de “L’agente immobiliare”.

“Dopo i forti incrementi sui prezzi di vendita registrati fino al 2007, per il quarto anno consecutivo Fiaip registra un segno negativo relativo sia al numero delle compravendite sia ai prezzi.

Inoltre – dice Condò - la stretta creditizia messa in atto dall’intero sistema bancario che ha penalizzato quel 40% d’italiani che faceva ricorso a un mutuo per acquistare la seconda casa, continua a tenere ingessato il mercato in quanto, diversamente per quanto ultimamente registrato per il mercato residenziale della prima casa, gli istituti di credito continuano a mostrare indifferenza e disinteresse verso il prodotto turistico, arrivando a finanziare, sia in termini puri di concessione sia di quantità percentuale rispetto all’importo totale, soltanto il 60% dei richiedenti per un massimo del 50% del valore degli immobili”.

Continua l’aumento degli immobili messi in vendita (+9,2%).

Lieve diminuzione dei prezzi delle compravendite in quasi tutte le località (-0,7%), in calo anche il numero delle transazioni (-12,8%).

Con riferimento all’intero campione, si continua ad assistere a una sostanziale tenuta generale dei prezzi dovuta prevalentemente all’irrigidimento dei proprietari che preferiscono non vendere, anzicchè allinearsi alla domanda: i valori medi di compravendita al metro quadro oscillano, nei primi mesi del 2011, tra i 2.500 euro e 6.300 euro.

Entrando nel dettaglio delle categorie d’immobili individuate per ogni località, si passa dagli intervalli di minimo e massimo di 2.500 euro e 3.500 euro delle abitazioni semicentrali o periferiche ai 3.500 e 4.900 euro delle abitazioni centrali, mentre le abitazioni nuove o di pregio mediamente sono incluse in un range tra 4.000 e 6.500 euro.

Rispetto all’ultima rilevazione, si assiste complessivamente a una riduzione dell’intervallo tra le quotazioni minime e massime: a fronte di un leggero aumento dei valori minimi, si riscontra, infatti, ancora una contrazione dei valori massimi al metro quadro per ognuna delle tre categorie analizzate.

All’interno di questi valori trovano spazio riferimenti diversi e specifici per ciascun contesto territoriale analizzato.

Tra tutte le località considerate, cinque fanno registrare anche nel 2011 dei massimali superiori ai dieci mila euro al metro quadro per gli immobili nuovi o di pregio.

Di queste fanno parte Courmayeur e Madonna di Campiglio e le località balneari di S. Margherita Ligure, Forte dei Marmi, Capri e Porto Rotondo.

Tra queste top location spiccano le quotazioni massime di compravendita di Courmayer (14.000), S. Margherita Ligure (17.000), Alassio (13.000), Capri (15.000), Porto Cervo (10.000).

A Forte dei Marmi, Porto Rotondo e Courmayeur si è rilevata una sostanziale stabilità dei valori rispetto all'ultima rilevazione mentre, dopo aver registrato un calo, sono in leggero aumento le quotazioni a S. Margherita Ligure, in modo più marcato per gli immobili di particolare pregio, e in leggera contrazione quelle di Capri che, a sua volta, registra un incremento, in special modo nella domanda d’immobili, ad Anacapri.

Il resto dell’Italia vede, accanto a località in cui non si è assistito a sensibili variazioni dei valori di compravendita (Desenzano sul Garda, Jesolo Lido, S. Benedetto del Tronto, Montesilvano, Vieste, Policoro e costiera cilentana), solo tre centri turistici che hanno fatto registrare nel passaggio dal secondo semestre 2010 al primo 2011, una vera contrazione dei prezzi: Sestriere, Termoli e Tropea.

In leggero recupero Rimini che nello scorso semestre aveva fatto registrare una contrazione.

Più complesso il quadro di Portofino, Positano e Amalfi in cui, all’interno di un seppur minimo calo dei valori, si assiste a una notevole diminuzione del numero di transazioni.

Tra le località incluse, le uniche a far registrare un aumento seppur minimo delle quotazioni tra il secondo semestre del 2010 e il primo del 2011, sono state Marina di Pietrasanta in Toscana, Alassio in Liguria e Acciaroli in Campania.

Passando ad analizzare alcuni dati relativi alle trattative di vendita e ai mutui richiesti, è emerso che i mesi intercorsi tra l’incarico e l’atto notarile sono mediamente 9 mentre, in leggero aumento su quanto registrato nel 2009/2010, il divario percentuale tra il prezzo richiesto e quello effettivo di compravendita raggiunge il 14,5%.

Il fattore di maggior criticità del mercato immobiliare turistico, così come registrato in quello urbano, è costituito dalle false aspettative di prezzo dei proprietari/venditori che, restando ancorati ai valori del 2006, preferiscono ritirare l’immobile dal mercato invece di adeguarsi a quelli che sono i valori correnti per i quali continua a esistere una domanda che, sebbene inferiore a quella relativa al comparto urbano, costituisce una reale potenzialità del mercato che, qualora assecondata, potrebbe far ripartire il numero delle transazioni a livelli più che soddisfacenti.

Inoltre, senza entrare nel merito di quei provvedimenti legislativi e fiscali, che da anni Fiaip reclama a gran voce, non si comprende la marcata incapacità, ovvero la scellerata consapevolezza, di tutti i players del mercato turistico (proprietari, developers, costruttori, comuni, istituzioni) a continuare a non “fare sistema” per sostenere e promuovere, a livello globale, strategie comuni a sostegno di un mercato che costituisce circa il 9% del PIL, che è parte integrante del mercato immobiliare (che a sua volta rappresenta il primo settore industriale italiano e il maggior contribuente nazionale), con l’obiettivo di rastrellare la grande domanda d’immobili da parte d’investitori esteri che ambirebbero, e ambiscono, al prodotto immobiliare del Belpaese.

I mutui, cui la domanda è ricorsa nel 25% degli acquisti d’immobili a uso turistico, sono stati stipulati per un importo mediamente pari a circa il 50% del prezzo dell’immobile, con una durata media di 16,4 anni e un tasso per lo più fisso.

Metà delle abitazioni richieste ha una superficie inferiore ai 60 metri quadrati, seguite dalle case di medie dimensioni che si attestano sul 33,8%, e gli immobili che superano i 120 metri quadrati sono soltanto il 13,3% del mercato intermediato dagli agenti immobiliari Fiaip. In merito alla provenienza dell’acquirente, oltre quattro su cinque sono italiani, e gli stranieri UE e gli extracomunitari si attestano rispettivamente al 9,3% e 7,1% sul totale degli acquirenti, così come in passato.

Dal 2004, si assiste a una crescita dei valori in ogni categoria: per le abitazioni di pregio i minimi e massimi sono cresciuti complessivamente nel corso degli anni del 9,2% e 27,2%, mentre per le abitazioni centrali del 28,5% e 36,8%, e infine del 25,7% e 33,6% per le abitazioni semicentrali.

Considerando però le sole variazioni dal 2007 al 2008 si registrano movimenti lievi, positivi per i minimi e in calo per i massimi: dal -0,6% dei massimi delle abitazioni di pregio alla riduzione, nell’ordine dei due punti percentuali, per le abitazioni centrali e semicentrali.

Per quanto riguarda le previsioni per l’anno 2011 relativamente alla media delle previsioni sui prezzi di compravendita al metro quadro, secondo le indicazioni degli agenti Fiaip si assisterà a un calo contenuto per ogni categoria d’immobili.

La variazione sarà meno marcata per le abitazioni di pregio e centrali (rispettivamente -0,50% e -1,25%), leggermente più marcata nel caso delle abitazioni periferiche (-2,15%).

La variazione dei prezzi a livello nazionale dovrebbe dunque attestarsi sull’ordine del punto e mezzo percentuale negativo, mentre si registrano segnali positivi in Friuli, Toscana e Umbria dove, malgrado l’incertezza della situazione politico-economica, si prevede un lieve incremento per l’investimento nella seconda casa, anche se soltanto per uso proprio.
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